“La differenza tra un uomo che vive una vita serena e un mostro che squarta le sue vittime non risiede nell'anima, ma in pochissimi millimetri di materia grigia. E io ho un disperato, fisico bisogno di toccare quella differenza."
— Dott. Azreael Voss
Azreael Voss nasce nel seno di una delle più antiche e austere dinastie aristocratiche della regione, una famiglia il cui nome è da generazioni sinonimo di eccellenza medica, rigore scientifico e un'algida distanza emotiva dal resto del mondo. Fin dalla più tenera età, tuttavia, Azreael dimostra di non possedere semplicemente il distacco aristocratico dei Voss, bensì qualcosa di radicalmente diverso: una spaventosa, quasi innaturale, capacità di "leggere" il prossimo.
Laddove i suoi fratelli vedevano nei domestici o negli ospiti della villa solo funzioni sociali, il piccolo Azreael ne decifrava i micro-movimenti facciali, le esitazioni della voce, le menzogne taciute dietro un sorriso di circostanza. Non era mossa da empatia convenzionale, la sua; era una curiosità tassonomica.
Capiva gli altri non perché soffrisse con loro, ma perché ne intuiva immediatamente i meccanismi interni, come se le persone fossero complessi orologi di carne e lui l'unico in grado di udirne il ticchettio segreto.

Seguendo la scia dinastica, l'iscrizione alla facoltà di Medicina e Chirurgia fu un passo naturale, quasi un obbligo burocratico. Ma se la famiglia considerava l'anatomia come uno strumento di cura e prestigio, per Azreael essa divenne un'ossessione metafisica.
Egli era divorato dalla curiosità viva e pulsante di sapere cosa vi fosse realmente dentro il corpo umano. Le lezioni sui cadaveri non gli bastavano: la morte cristallizzava i tessuti, spegneva il mistero. Egli voleva comprendere la reazione della carne viva, la risposta del sistema nervoso al di sotto della soglia del dolore e della percezione.
Fu in questo periodo che, nel segreto più assoluto della sua dimora privata, Azreael iniziò a condurre esperimenti su se stesso. Ritenendo il proprio corpo l'unico laboratorio eticamente e scientificamente puro a sua disposizione, cominciò a testare i limiti della propria fisiologia. Somministrazioni controllate di veleni e antidoti, incisioni millimetriche per osservare la rigenerazione cellulare dei propri tessuti, deprivazione sensoriale estrema e auto-induzione di stati comatosi temporanei tramite mix farmacologici.
Azreael divenne il chirurgo e la cavia di se stesso, conservando un diario clinico cifrato in cui annotava la precisione millimetrica delle proprie reazioni fisiche e mentali.
[Frammento dal diario cifrato di A. Voss]